SU WIRED SI PARLA DI COACHING

2000px-Wired_logo.svgÈ arrivato anche un densissimo articolo di Wired sulla diffusione del Coaching in Italia. Potete leggerlo qui. Il magazine considerato la bibbia dell’innovazione si occupa della mia disciplina e non può che farmi piacere, a maggior ragione se, nel complesso, l’articolo è ben scritto. Alcune considerazioni in ordine sparso:

COME COMINCIA UN PERCORSO DI COACHING: Alice Pace, autrice del pezzo, scrive che il punto di partenza di un percorso di Coaching è sempre avere in testa un obiettvo, in realtà non è detto che sia così: questa è la condizione di partenza ideale, ma molto spesso i clienti arrivano con un generico stato d’insoddisfazione, in molti casi si tratta innanzitutto di aiutare il cliente a capire quale obiettivo potrebbe farlo uscire da questo stato di insoddisfazione.

CON QUALE METODO: Purtroppo l’autrice cita esclusivamente il modello PNL di Coaching, al quale, giustamente, attribuisce luci e ombre. Il Coaching Umanistico da me praticato, basato sulla Psicologia Positiva, è però dal punto di vista scientifico molto più robusto.

PROFESSIONALITÀ E PROFESSIONALISMO: D’accordo con la Professoressa Laura Borgogni che “Il rischio maggiore comunque è quello di incappare in persone non adeguatamente formate che vadano ad addentrarsi in dimensioni più vicine al counseling che al coaching senza possedere le giuste competenze”; quello della poca professionalità è un rischio presente quando una disciplina è giovane e ancora poco, scusate il gioco di parole, “disciplinata”. Tuttavia, proprio l’assenza dei vincoli (ma forse sarebbe meglio dire pregiudizi) di un certo professionalismo ha consentito al Coaching d’imporsi come metodo creativo ed efficace per lo sviluppo del potenziale umano, senza doversi caricare sulle spalle il peso di teorie ormai obsolete e totalmente fuori luogo rispetto alle esigenze reali delle persone.

RISULTATI: Il Coaching funziona? Si? Quanto? Sempre? Domande alle quali si può rispondere nel modo in cui si risponde in riferimento a tutti i tipi di relazione di aiuto: l’efficacia del Coaching è provata dai risultati che milioni di clienti hanno ottenuto in tutto il mondo, dalla vita privata al lavoro passando per lo sport; un’efficacia che d’altra parte è difficile, se non impossibile, dimostrare attraverso i protocolli delle ricerche sperimentali, semplicemente perché non si tratta solo di verificare il valore del metodo in sé; il risultato finale di un percorso di coaching dipende anche (soprattutto?) da:

  • le doti comunicative del coach e la sua capacità di essere empatico
  • la qualità della relazione che si crea tra coach e cliente
  • l’effettiva volontà del cliente di cambiare

Tutte cose non verificabili in laboratorio!

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