LA SFIDA DELLA VERTICALITÀ

stairs-472250_640

Ho iniziato il capodanno 2015 partecipando ad un evento di piazza, a Roma; mentre la cabarettista sul palco ce la metteva tutta a scaldare un pubblico infreddolito, si avvicina un cronista del TgR.

“Quali sono i tuoi auspici per il 2016?” chiede, puntando la telecamera verso uno dei miei amici.

“Che l’Italia colga la sfida della verticalità”, ho pensato, senza dirlo. Posso immaginare che suoni criptica come risposta, provo a spiegarmi.

La crisi economica, il terrorismo e tutto quanto di negativo sentiamo e viviamo, direttamente o indirettamente, sulla nostra pelle, mi pare abbiano appiattito desideri e pratiche quotidiane, che stiano fomentando una logica del tirare a campare avvilente e pure complice del malcostume diffuso.

Molti adolescenti hanno desideri piccoli, tanti adulti accettano condizioni lavorative e affettive discutibili.

Come coach sono portato a supportare l’evoluzione dei miei clienti. Si tratta di accompagnarli in un percorso che è innanzitutto etico, perché riguarda la loro idea di cosa è bene fare della propria vita.

Scegliere di non stare rasoterra, di migliorare il proprio ben-essere valorizzando se stessi, accettando la fatica che questo comporta, significa cercare di elevarsi, di salire, di muoversi in verticale.

Di certo è più facile restare al proprio livello, scegliere di non cambiare abitudini, contando su un’ampia e rassicurante compagnia, scambiando (in buona fede?) l’accettazione di ciò che si è adesso con la negazione di ciò che si può diventare domani.

Possiamo sempre scegliere standard personali, lavorativi, relazionali più elevati, e poi fare, singolarmente e collettivamente, delle azioni concrete nella direzione di rispettarli; a patto che esaltino il potenziale unico di ogni individuo, gruppo, comunità – perché solo a questa condizione lo sforzo è sostenibile.

Ciascuno di noi conosce almeno una persona che potremmo definire “acrobata del quotidiano”, per le sfide che affronta. Queste persone, prima ancora che coraggio, hanno tempra morale: vale la pena di ricordarlo, prima di addebitare tatticamente a paura, ansia, pigrizia il proprio rifugiarsi nelle solite pratiche.

Sviluppare una sana abitudine all’acrobazia, scegliendo e coltivando ciascuno le proprie verticali, è il mio auspicio e la mia speranza per 2016 all’altezza delle nostre possibilità.

 

Annunci

3 pensieri su “LA SFIDA DELLA VERTICALITÀ

  1. Direi che è il primo buon auspicio sensato per il 2016 che ho sentito…anche perché tutti si aspettano dal nuovo anno un radicale cambiamento di vita che ponga fine alle loro insoddisfazioni…chi spera di avere un aumento di stipendio, chi di trovare un lavoro, chi di incontrare magicamente l’amore…ma tutti non fanno altro che “aspettare” di ricevere qualcosa. Mi sembra intelligente, piuttosto, abbandonare all’anno passato il proprio atteggiamento passivo e darsi da fare per iniziare la propria scalata verso nuove mete.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...