DOMANDE FREQUENTI

  • Per quali ragioni andare da un coach e non da uno psicoterapeuta?               

Attraverso il coaching si lavora sul raggiungimento di obiettivi concreti partendo da una condizione di salute psicologica già sufficientemente buona. Se un cliente arriva senza obiettivi chiari, la prima parte del percorso di coaching sarà mirata a identificare valori, potenzialità, desideri del cliente e sulla base di questi si costruirà un piano d’azione: questo è il cuore del coaching che si differenzia dalla psicoterapia proprio perché non vuole e non può affrontare la cura dei disturbi psicopatologici, quali ad esempio, ansia, depressione, gravi problemi relazionali.

Sta all’onestà intellettuale del coach riconoscere se il cliente che si presenta da lui debba essere re-indirizzato da un altro professionista.

Quello che qui vorrei sottolineare è che fondamentalmente nella relazione di coaching si lavora a 3 livelli: convinzioni, metodologia, tattiche in funzione del raggiungimento di obiettivi esistenziali attraverso l’assunzione di responsabilità e autonomia del cliente; in ciò sta la diversità del coaching rispetto ad altre discipline (terapia, counseling, formazione tout-court) con le quali ha senz’altro dei punti di contatto ma rispetto alle quali ha maturato anche una sostanziale originalità.

  • Il Coaching funziona al 100%?

Soltanto i venditori di fumo garantiscono risultati certi, ma quello che posso dire è che nel giro di poche settimane è immediatamente verificabile se si può fare un ottimo lavoro, o anche solo soddisfacente. Di certo alla base dell’efficacia del coaching c’è da un lato la professionalità, e il calore umano, del coach, dall’altro la voglia di mettersi in gioco del cliente.

  • Quanto dura un percorso di coaching?  

Dipende da molti aspetti, quello che è certo è che siamo nell’ordine dei mesi, e non degli anni, per il raggiungimento di un obiettivo, e spesso è possibile se non addirittura opportuno svolgere una sola sessione ogni due settimane invece della solita cadenza settimanale.

  • Come funziona il coaching con gli adolescenti?   

Se parliamo di un adolescente minorenne, è ovviamente indispensabile che abbia voglia di mettersi in gioco, e che entrambi i genitori siano d’accordo a fargli svolgere un percorso di coaching. Si effettuano le sessioni con l’adolescente, individualmente una volta alla settimana, oppure ogni due. Inoltre, ogni 3-4 settimane, si svolge anche una sessione solo con i genitori, che sono parte attiva nel percorso di cambiamento. Coach e adolescente concordano cosa comunicare e cosa no ai genitori di quanto detto nelle sessioni individuali.

  • Quando si conclude un percorso di coaching?

Quando il cliente ha raggiunto il suo obiettivo, nonché la piena consapevolezza del suo potenziale, e ha capito come essere in futuro il coach di se stesso, avendo acquisito una nuova formae mentis.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...